Top 5 libri sull'arte africana

Top 5 libri sull’arte africana

 

Questo articolo presenta una selezione dei migliori libri sull’arte africana.


1. Arte africana (Ezio Bassani)

Arte africana (Ezio Bassani)

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Delle opere d’arte africana, certamente decontestualizzate quando sono esposte in un museo conosciamo spesso la “vita occidentale”, i nomi dei raccoglitori e dei proprietari, ma ignoriamo quasi sempre le circostanze della loro creazione, le innovazioni formali introdotte dall’autore e addirittura l’esistenza di quest’ultimo, quasi che esso sia solo uno strumento.

L’universo sterminato della scultura africana è il risultato di un processo evolutivo complesso e diversificato, un mosaico variegato prodotto da una storia ricca e molteplice di contaminazioni stilistiche determinate da contatti, migrazioni, guerre e alleanze.

Obiettivo di quest’opera è presentare le arti figurative tradizionali dell’Africa Nera nel modo più esaustivo possibile ed esporre in forma sintetica le caratteristiche storiche, formali, simboliche e funzionali che le distinguono.

L’aggettivo “tradizionale” definisce le opere non create per il mercato dell’arte ma in risposta ai bisogni religiosi, politici e anche estetici delle società africane del passato. La scultura è il mezzo prevalente con cui si sono espressi gli artisti africani del passato.

La figura umana, evocativa di personaggi importanti della comunità, reali o simbolici, o di entità che facilitano il contatto con il soprannaturale, è il soggetto quasi esclusivo della loro creazione.


2. Arte africana (N. Wolf, E. Stefan)

Arte africana (N. Wolf, E. Stefan)

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L’arte africana occupa un posto insolito nel panorama mondiale delle diverse culture. Tuttaltro che primitiva si caratterizza piuttosto per un alto senso del design sia che si parli di maschere, sculture, ceramiche oggetti di metallo o armi.

I pezzi presentati in questa monografia tutti di difficile datazione partono con una testa scolpita proveniente dalla Nigeria e risalente probabilmente al dodicesimo secolo, per arrivare ai contenitori per il sale originari della Sierra Leone databili diciannovesimo-ventesimo secolo.

La monografia grazie alla vasta selezione di pezzi presentati è una valida testimonianza della complessità dell’arte africana.


3. Ex Africa – Storie e identità di un’arte universale (E. Bassani, G. Pezzoli)

Ex Africa - Storie e identità di un'arte universale (E. Bassani, G. Pezzoli)

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“Dall’Africa sempre qualche sorpresa”, lo segnalava già Plinio il Vecchio scrivendo “ex Africa semper aliquid novi”. Qui, il titolo “Ex Africa” allude anche a qualcosa d’altro, a un mondo che ormai non esiste più, definitivamente mutato nell’impatto con la modernità e con il modello culturale occidentale.

Il sottotitolo, Storie e identità di un’arte universale, è la chiave interpretativa del racconto, fatto di storie d’arte e non solo; quindi anche storie di uomini e di incontri, di passato e di presente, a testimonianza del carattere contemporaneo di queste tematiche.

Il volume, con oltre duecentocinquanta opere, raffinate testimonianze di grandi culture, traccia un viaggio nel tempo e nei luoghi tra l’XI e il XXI secolo, documentando, in nove sezioni, le, storie delle esplorazioni portoghesi del XV e XVI secolo e quelle dei grandi regni africani, l’eredità stilistica che le avanguardie storiche e la cultura europea hanno rielaborato nel secolo scorso e le dirompenti proposte di un’arte africana contemporanea.


4. Arte africana (Ivan Bargna)

Arte africana (Ivan Bargna)

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Lo scopo della presente pubblicazione è quello di avvicinare il pubblico alla conoscenza di mondi artistici diversi dall’arte europea/occidentale e l’arte africana è senza dubbio una delle più vitali del nostro tempo. Essa trova nell’apertura all’altro, uomini, divinità e culture, la sua condizione di possibilità.

Il volume prende in esame l’arte dell’Africa subsahariana senza però escludere ponti verso l’esterno, occupandosi di arti tradizionali e mettendo in luce la straordinaria capacità di quest’arte di articolare il presente, di reinventare un passato e di darsi un futuro.


5. I primitivi traditi – L’arte dei «selvaggi» e la presunzione occidentale (Sally Price)

I primitivi traditi - L'arte dei «selvaggi» e la presunzione occidentale (Sally Price)

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Di che cosa parliamo quando parliamo di “arte primitiva”? Quali parametri usiamo per definire e valutare manufatti che, un po’ come gli africani durante la tratta degli schiavi, sono stati catturati, strappati via dal loro tessuto socio-culturale di origine, trapiantati in terre ignote e riproposti in nuovi contesti per soddisfare le esigenze economiche, ideologiche e culturali di un’elite colta?

Sally Price attinge a una varietà di fonti – la pubblicità della moda e i film, l’antropologia e i fumetti – per guidarci in un’indagine attorno all’arte tribale e ai malintesi che la accompagnano in Occidente, dove l’osservatore “civilizzato” si accosta alle culture remote per mezzo di una fitta rete di preconcetti, convinto, il più delle volte, che i loro prodotti siano l’esito di pulsioni irrazionali sorrette da dinamiche sociali e riti religiosi oscuri.

L’antica contrapposizione tra oggetto etnografico e opera d’arte – insieme a quella tra selvaggio e civile – viene qui gettata alle ortiche man mano che si fa luce sull’oscurità che avvolge gli artisti primitivi, fino a invalidare l’idea corrente che questi operino nell’anonimato mentre il culto dell’espressione individuale sarebbe appannaggio esclusivo dei “nostri” artisti.

Equivoco, quest’ultimo, che ha contribuito a ratificare il processo di disumanizzazione dell’arte primitiva: ovvero il completo disconoscimento dell’ambiente intellettuale dal quale tali oggetti provengono.

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